Life-Coaching

Come affrontare al meglio il rientro al lavoro dopo le vacanze.

Rientro dalle vacanze

La fine delle vacanze crea disagi di varia natura a molte persone, quando rientrano nella routine del lavoro. Alcuni cadono in una sorta di depressione passeggera, durante la quale sono irritabili, scarichi ed ovviamente meno produttivi. Perché?

“Chiaro!” – dirà chiunque – ” Si passa da giorni soleggiati passati in uno stato di riposo mentale, in cui si dedica molto tempo ai propri piaceri ed al relax, al ritorno al sacrificio ed agli impegni quotidiani, con l’aggiunta del maltempo”.
Se le motivazioni appaiono scontate, non lo sono le dinamiche mentali, che vale la pena approfondire.

Le reazioni “programmate”

Capita anche a te, in prossimità della fine dell’estate ed immaginando il rientro al lavoro, proiettare con la mente immagini tristi, noiose, buie, prive di ogni entusiasmo?
Si tratta di una programmazione mentale scaturita da eventi esterni ed interni, da nostre associazioni di idee, da esperienze passate etc, che attiviamo proprio come facciamo quando scegliamo un video e premiamo play.
Il film o la musica che ascoltiamo è, di fatto, una nostra scelta inconsapevole, che però può essere modificata.

La strategia efficace per affrontare una realtà che non ci piace, quindi, sta nell’assumere il comportamento emotivo ed intellettuale adeguato a viverla con meno stress e maggiore soddisfazione.

Realtà esterna ed interna

La realtà esterna è quella che ognuno di noi può vedere attraverso la vista, ascoltare attraverso  l’udito, sentire attraverso il tatto, annusare attraverso l’olfatto e gustare attraverso la bocca. È dunque quella che percepiamo attraverso i nostri 5 sensi. Essa non ha alcun potere sui nostri stati d’animo, in quanto è neutra di per sé. Può diventare brutta o bella in funzione di come la percepiamo.

Grazie a quelle che in PNL (Programmazione Neuro Linguistica) vengono chiamate “submodalità percettive”, possiamo avere maggiore consapevolezza, e successivamente un maggiore controllo, delle sensazioni che ci pervengono dall’esterno e su come le elaboriamo dentro di noi, costruendo la nostra realtà interna e facendola diventare, di fatto, una realtà soggettiva.

Essa è unica poiché attribuisce importanza e significati agli accadimenti, seguendo le nostre convinzioni, i valori, gli insegnamenti ricevuti. Viene altresì influenzata dalle esperienze vissute e dai traumi irrisolti… Insomma, è il risultato di molte variabili, che però non di rado generano comportamenti costanti, che possono ostacolare la tua serenità.

Individua le tue emozioni e reazioni costanti.

Ti sei mai chiesto come mai di fronte ad alcune situazioni reagisci sempre allo stesso modo? Prova ad analizzarti rispondendo a queste domande onestamente e la riflessione che ne scaturirà ti aiuterà a fare un passo avanti nella conoscenza di te.

Immaginati al lavoro, in un momento di disagio.. E chiediti:

  • Quale meccanismo scatta dentro di te per sentirti così?
  • Che cosa dici a te stesso per affrontare (o subire) questa situazione?
  • Quali immagini scegli di visualizzare, quando ci ripensi?
  • Cambieresti volentieri la tua reazione? Se si, che controllo su di te vorresti avere, per poterla cambiare?

Darti tempo per rispondere in modo sincero e completo a queste domande, serve ad entrare dentro di te per riconoscere le emozioni ed averne un maggiore controllo, individuando anche i meccanismi che le generano.

I meccanismi delle associazioni mentali

Prendiamo la parola “vacanze”. La si associa immediatamente a: tempo libero, spensieratezza, libertà, shopping, buon cibo, aria, spazio, amici, sesso, divertimento, alcol, serate, piacere.
La parola “lavoro” invece per alcuni è causa di sentimenti negativi: costrizione, impegno, rinuncia, fatica, controllo, risparmio, oppressione, monotonia, sacrificio, monotonia.

Eppure ci sono persone che riescono ad avere e trasmettere emozioni positive anche davanti a situazioni che altri vivono con disagio. Come appunto, il rientro al lavoro dopo le vacanze. Come fanno?

Il meccanismo è definito dalla PNL programmazione mentale. In altre parole ci siamo programmati (o siamo stati programmati) a provare emozioni piacevoli o spiacevoli, in funzione del contesto o situazione che abbiamo interiorizzato e memorizzato.

Le submodalità percettive

Il secondo meccanismo che attiviamo inconsciamente e di cui non abbiamo controllo, riguarda le submodalità percettive.  Ecco un esempio pratico:

Prova a ricordare un evento che ti ha emozionato positivamente nel passato, magari una sorpresa che hai fatto a qualcuno per te importante. Probabilmente questo ricordo avrà dei suoni come per esempio le esclamazioni di felicità della persona alla quale hai fatto la sorpresa.

Immagini e suoni che ricordi, ti causerano un certo stato d’animo, ad esempio felice, appagato oppure fiero di te. Questa rappresentazione interna della realtà, formata da immagini (V), suoni (A) e da sensazioni cinestetiche (K), possiede delle determinate submodalità le quali non sono nient’altro che le caratteristiche dell’immagine, dei suoni e delle sensazioni che hai percepito.

L’aspetto interessante è che dalle scoperte fatte da Richard Bandler e John Grinder, i due cofondatori della PNL, confermate successivamente da tutti coloro che hanno sperimentato il cambiamento di submodalità, non è il tipo di immagini o di suoni che porta a sentirci in un certo modo, ma le caratteristiche di questi.

Le rappresentazioni mentali

Per cambiare lo stato d’animo che associamo al lavoro, occorre riuscire a modificare le nostre rappresentazioni mentali, proprio come fa un regista quando sceglie da dove fare le riprese, quanta luce mettere, quali colori utilizzare, quali sottofondo musicale inserire… Qui di seguito sono elencate alcune delle submodalità che utilizziamo quando creiamo un pensiero.

Qui elencherò solo quelle più importanti in modo da facilitarti, attraverso un semplice esercizio, il processo di cambiamento della tua rappresentazione mentale legata al lavoro, al fine di renderla più piacevole e stimolante.

Piccolo esercizio pratico, segui questi passi

Scrivi su un foglio ciò che provi e pensi.

  • Quando pensi alle vacanze, quali immagini ti vengono in mente?  Scegli la più significativa, quella che secondo te che, da sola, ti da il senso di vacanza.
  • Adesso descrivi, sempre su un foglio, le caratteristiche di questa immagine.
    Dai un occhiata alle submodalità visive elencate nella tabella per definirle al meglio.
  • Sempre relativo al tuo pensiero di vacanze, pensa adesso al suono (musica, parole rumore dell’ambiente..) che ti coinvolge emotivamente di più. Descrivi le caratteristiche che ha. Aiutati guardando in tabella le submodalità auditive.
  • Infine descrivi bene le sensazioni che provi quando pensi alle vacanze,

Ora ripeti lo stesso esercizio sostituendo alla parola “vacanze” quella del “lavoro”.

  • Scegli l’immagine più significativa che rappresenta meglio il tuo lavoro.
  • Descrivi le submodalità visive di questa immagine e scrivile sul foglio.
  • Adesso elenca le parole, il sottofondo musicale o i suoni legati all’idea del lavoro e scegli ancora una volta quella più significativa.
  • Descrivi le adesso submodalità auditive.

Vediamo adesso com’è possibile utilizzare ciò che hai scritto per modificare il tuo stato d’animo nei confronti del rientro al lavoro. Si tratta di un esercizio non semplice, ma che ripetuto ed affinato, porta al saper controllare meglio le nostre associazioni d’idee, per sentire emozioni positive, al posto di quelle ostacolanti.

Cambiando le caratteristiche della percezione, cambia lo stato d’animo associato.

Osserva le submodalità visive e auditive che hai associato al lavoro.
Confrontale con quelle relative alla vacanza e traine il modello per cambiare le caratteristiche della prima, come ti spiego nell’esempio sottostante:

Se ad esempio l’immagine di vacanza è posizionata nello spazio in alto a sinistra quando la visualizzi nella mente, mentre quella del lavoro si trova in alto a destra, sposta questa immagine associata al lavoro, in alto a sinistra.

Fai lo stesso con tutte le altre submodalità visive (ad esempio se l’immagine delle vacanze è a colori mentre quella del lavoro è in bianco e nero, colora quella del lavoro).

Le stesse sostituzioni ora falle anche anche per le submodalità auditive (se quando pensi alle vacanze senti una musica di sottofondo piacevole, magari una canzone allegra, e quando invece pensi al lavoro senti silenzio o il vociare dei colleghi, sostituisci l’audio con una musica piacevole.

Prenditi tutto il tempo che ti serve e considera questo esercizio come un gioco da fare con la tua mente; sentititi curioso e stimolato, ma sii rilassato e positivo: stai lavorando al tuo benessere!

La prima volta che farai questo esercizio potresti non riuscire a visualizzare bene le “sostituzioni” che stai provando a fare, ma la concentrazione e la pratica ti renderanno in grado di cambiare le tue rappresentazioni mentali per affrontare serenamente il tuo rientro al lavoro dopo le vacanze, e con la giusta carica.

Salve, hai domande? Scrivimi pure!

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