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Come “nutrirsi di emozioni” condiziona la nostra salute

Ne siamo tutti consapevoli: la nostra salute dipende da ciò che mangiamo, da quanto e come ci muoviamo. In sintesi, dal cosiddetto stile di vita che scegliamo.
Ma non in molti si rendono conto di come il benessere quotidiano dipenda anche dalle nostre emozioni e da come percepiamo ciò che ci accade ogni giorno.

Quelli che consideriamo banalmente “pensieri”, possono in realtà contribuire a far nascere o a far sparire importanti disagi fisici, dimostrando ancora una volta quanto possa essere potente la nostra volontà, unita alla consapevolezza delle risorse naturali che possediamo.

Qui vi propongo solo una piccola sintesi sull’argomento, però invito tutti ad approfondirlo con successive letture dalle quali, garantisco, chiunque può trarre indicazioni preziose sul come migliorare la qualità della propria vita.

Sentimenti e funzionamento del corpo

Esiste un legame invisibile tra i nostri sentimenti e la salute, così forte da cambiare il funzionamento dei nostri organi che, a seconda degli stimoli emozionali che ricevono, vengono portati in uno stato di iperfunzione o di ipofunzione.

Ecco perchè, per il nostro benessere quotidiano e durevole nel tempo, non basta solo un regime alimentare e di vita salutare, ma è molto importante anche nutrirci di tutto ciò che ci emoziona positivamente: buone persone, ambienti gradevoli ai nostri gusti, musiche e rumori di sottofondo piacevoli…

Non tutti ne sono totalmente consapevoli, ma certamente molti di noi si accorgono di come certi atteggiamenti altrui e contesti o rumori, abbiano effetti negativi immediati sul nostro umore. E se questi disagi si prolungano per mesi o anni, come ad esempio, in un posto di lavoro o in una relazione affettiva conflittuale, possono portare diversi disturbi fisici che alla fine si cronicizzano, come una gastrite che diventa ulcera, o un’infiammazione che si aggrava etc. etc.

Per cui ascoltare anche gli accadimenti della vita di un soggetto sofferente di un problema fisico, è senza dubbio illuminante per individuare le cause o le con-cause del malessere ed intervenire non solamente con farmaci e cure per i sintomi, ma anche nella risoluzione del problema esistenziale ed emozionale ad esso legato.

LA NOSTRA MEDICINA

Nella cultura medica occidentale, orientata a cercare soluzioni a molti disagi fisici nella farmacologia, questo aspetto purtroppo non ha altrettanta rilevanza, probabilmente perchè ascoltare nel profondo una persona richiede predisposizione, preparazione e soprattutto tempo e pazienza.

D’altra parte è quello che normalmente ci si aspetta da un medico di base, o che richieda una visita specialistica, o che prescriva un farmaco. La nostra medicina non prevede che sia specializzato in discipline dedicate all’ascolto, come quelle psicologiche, ad esempio.
Ma non sono pochi, anche fra i medici tradizionali, coloro che hanno individuato in questa procedura una profonda lacuna ed hanno deciso di integrare le proprie conoscenze con quelle della naturopatia e delle altre discipliche che prevedono lo studio della profonda connessione tra organi e stati d’animo.

Questa linea di pensiero e studio, sulla quale si basano le nuove discipline naturopatiche, è conosciuta comunque da tempo grazie ad altre culture e pratiche mediche sviluppatesi in altre parti del mondo, come la medicina orientale.

CHE COSA DICE LA MEDICINA CINESE

Secondo la medicina cinese le nostre emozioni non risiedono solo nella mente, come comunemente si pensa, ma in tutto il corpo ed in particolare nei nostri organi interni. Ciò che chiamiamo mente non riguarda solo le connessioni neuronali del cervello, ma in ogni parte del corpo.

Noi percepiamo la realtà attraverso gli organi di senso (vista, udito, tatto, gusto e olfatto) ed in base a come interpretiamo le situazioni che ci toccano, uno o più dei nostri organi interni vengono stimolati. Il legame di ogni organo con un particolare stato d’animo è ben illustrato nell’immagine sottostante.

Infografica su emozioni ed organi

  • Ai polmoni è legata la tristezza da una parte e la sensazione di spazio e di apertura dall’altra.
  • Al cuore è legata l’ansia da una parte e la gioia e la leggerezza dall’altra.
  • Alla milza-pancreas è legata la preoccupazione, i pensieri ossessivi da una parte e la calma, la serenità e la capacità analitica dall’altra.
  • A fegato è legata la rabbia da una parte e la programmazione, la lungimiranza dall’altra.
  • Ai reni è legata la paura da una parte e la vitalità, il coraggio, la gioia di vivere dall’altra

Quindi risolvere conflitti emotivi aiuta a sentirsi meglio?

Certamente! L’efficacia dell’approccio allo stato emozionale del soggetto sofferente, rispetto alla soluzione del suo problema fisico, dipende ovviamente dalla gravità di entrambi i malesseri e della patologia che il soggetto mostra, ma appare chiaro quanto numerosi siano i casi in cui basta calmare – per esempio – un sentimento di rabbia, per sentir passare o il mal di testa o allo stomaco, per dirla in maniera molto semplificata, poiché risolvere un conflitto porta l’organo coinvolto a ripristinare quasi immediatamente le sue funzioni naturali, senza assumere alcun farmaco e ritornando in poco tempo in salute.

 

La semplificazione di cui sopra non la si scambi per banalizzazione, servono anni di apprendimento e pratica anche per acquisire queste competenze, ma anche senza essere specialisti Naturopati o Coach, succede a moltissime persone, nella vita, di accorgersi quanto una collera improvvisa o un’ansia, uno stress, abbiano causato un immediato problema fisico. Come pure di come sia stata rapida la guarigione, al dissolversi della crisi emozionale.

Questi principi sulla relazione tra la malattia e l’evento emotivo che l’ha scatenata, sono stati scoperti prima del 5000 A.C. dai medici cinesi. Oggi vengono studiati dettagliatamente dalla disciplina della Psicobiologia.

LA MALATTIA COME “RISPOSTA BIOLOGICA SENSATA”

Altri approfondimenti sul tema li troviamo nel lavoro del Dottor Hamer che sotto l’egida di quella che lui ha chiamato “Nuova Medicina Germanica”, ha fatto luce sul senso della malattia che lui ha rinominato chiamandola “risposta biologica sensata” dell’organismo il quale produce dei cambiamenti nel corpo a livello organico, tessutale e comportamentale, per adattarsi all’evento traumatico che la persona ha vissuto.

Per quanto criticato da una certa schiera della medicina tradizionale, indubbiamente Hamer ha saputo sottolineare le numerose correlazioni fra comportamenti ed emozioni dei soggetti trattati e le loro patologie, innescando il dubbio, che i medici occidentali male hanno digerito, che la nostra medicina fosse mancante di quella profonda conoscenza insita, invece, in altre culture.

Oggi, grazie anche alle nuove tecnologie per la comunicazione che hanno enormemente incrementato la divulgazione, il numero dei professionisti e delle persone informate su queste nuove discipline naturali è in costante aumento e diversi Paesi ne hanno istituzionalizzato l’insegnamento ed incoraggiato la diffusione.

Un futuro migliore per ciascuno di noi risiede nella conoscenza di noi stessi e nell’apprendimento di come risolvere i conflitti e rafforzare le nostre migliori risorse.
Lo si sapeva millenni fa ed è bene ricordarlo ogni giorno, poiché siamo ciò che mangiamo ed anche ciò che pensiamo.

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