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Predisposizione “psicobiologica” al mal di schiena

Predisposizione "psicobiologica" al mal di schiena

Quando si parla di dolori in generale, per cultura, siamo abituati a fare un’analisi superficiale di ciò che accade al nostro corpo. Spesso attribuiamo ai nostri malesseri fisici solo 3 cause o eventi principali:

  • Azioni meccaniche: cadute, urti, incidenti, contratture, strappi ecc.
  • Reazioni da agenti atmosferici: colpo di vento, sbalzi termici, freddo, insolazione, umidità, ecc.
  • Presenza di virus o batteri nel nostro corpo.

La vera causa del dolore va oltre gli eventi, ma risiede nel profondo.

Anche quando queste cause siano state provate, in molti soggetti esse sono, in realtà, solo una conseguenza di qualcosa di più profondo di cui pochi sono consapevoli.
Alla base della nostra salute vi è prima di tutto un benessere emotivo.
Secondo gli studi condotti prima dal Dottor Hamer, psichiatra, endocrinologo nonché autore del testo “La nuova medicina germanica” e poi proseguiti da diversi medici in tutto il mondo, non ci può essere malattia senza uno shock che lo ha preceduto, dove per shock si intende un evento emotivamente forte, inaspettato, vissuto nell’isolamento e al quale non siamo riusciti a dare una risposta.

Stati d’animo e mal di schiena, identifichiamoli e correggiamoli.

Qui di seguito troverai alcune importanti correlazioni tra i sintomi legati al mal di schiena e le cause emotive che lo scatenano. Può darsi che tu reagisca inizialmente in modo incredulo, ma presto riconoscerai uno dei sintomi qui di seguito elencati e ne scoprirai il relativo significato, comprendendo che anche tu puoi trarre molto giovamento da un’osservazione più attenta e completa del tuo generale stato emotivo, oltre che fisico.
Per facilitarti il compito, alla fine di ogni descrizione troverai delle domande da porti, per individuare con maggiore consapevolezza e precisione le cause del malessere che vivi o che hai vissuto in passato.

Che cosa rappresenta la schiena, nel nostro quadro psico-fisico.

Prima di tutto è importante sapere che la nostra schiena o colonna vertebrale rappresentano la protezione, il sostegno e il supporto, ma anche il modo di porsi nella vita.

La lombaggine, comunemente chiamata “mal di schiena” può essere anche una forma di ribellione del nostro corpo, al fatto di sentirsi impotenti di fronte alle difficoltà e al peso della vita. Le domande da porsi per riconoscere questo disagio psicobiologico sono:

  • Ho paura di dover portare finanziariamente o personalmente, un peso eccessivo?
  • È possibile che il mio lavoro (o una qualsisasi responsabilità assunta) mi pesi più di quanto io non creda e che diventi ogni giorno più difficile sopportarlo?

Zone e cause diverse del dolore alla schiena.

Osso sacro: il sacro è un osso importante della cintura pelvica. Fa parte della zona sacrale, luogo dell’unione sessuale. I problemi al sacro sono dunque sovente legati a una svalutazione sessuale o preoccupazioni sul piano sessuale. I dolori all’osso sacro possono avere origini diverse a seconda dei soggetti e delle emozioni negative alle quali vengono sottoposti da loro stessi o dall’esterno:

  • Dolore al sacro per una donna: Mi svaluto perché mi sento meno desiderabile delle altre donne, perché non riesco a lasciarmi andare in un rapporto sessuale o perché non ho una vita sessuale? Ho paura di dover rinunciare a una sessualità soddisfacente a causa dei problemi sessuali del mio partner?
  • Dolore al sacro per un giovane: è possibile che mi svaluti sessualmente perché sono ancora vergine?
  • Dolore al sacro per un bambino: questo bambino si svaluta per il fatto di avere un pene più piccolo di quello di suo padre o dei suoi compagni?

La lombalgia. Il mal di schiena nella zona lombare dipende essenzialmente da due tipi di disturbo: vertebrale o genitale-urinario.

Le lombalgie di origine vertebrale possono avere cause fisiche (stanchezza dovuta a un lavoro che impone di passare molte ore seduti spesso in posizione scomoda, posizione in piedi prolungata e sollevamento di oggetti pesanti) ma, in assenza di queste ragioni, ci si può chiedere se non si vive invece un senso di insicurezza sul piano materiale.

  • Si può temere di perdere l’impiego, di non riuscire a pagare i propri debiti, di non potersi concedere delle vacanze o la casa che si desidera.
  • Ci si può sminuire nei confronti di quelli che guadagnano più di noi o che hanno più successo.

In questi casi bisogna domandarsi quanto sia forte dentro di noi il peso dell’insicurezza finanziaria.

Quando la lombalgia accompagna i dolori mestruali può avvenire anche in relazione con un rifiuto della propria femminilità perché può esserci un’equazione del tipo: essere una donna = essere al servizio dell’uomo o di non avere la stessa libertà di cui godono gli uomini. Le domande da porsi sono:

  • “Ho difficoltà ad accettare la mia condizione di donna?
  • Mi sento meno presa in considerazione per il fatto di essere una donna?”

Lombosciatalgia: unione di una lombalgia e di una nevralgia sciatica, in diversi casi è legata alla paura di perdere l’impiego o comunque una condizione di sicurezza acquisita.

Lordosi: curvatura convessa anteriore (infossamento nella zona lombare) della colonna vertebrale. In certi momenti la curvatura può venire accentuata per ristabilire l’equilibrio della struttura ossea, come nel caso del peso del bambino nella pancia di una donna.
Se la curvatura si accentua molto (iperlordosi), la lordosi può risultare patologica e dovrà essere curata da chinesiterapisti, chiropratici, naturopati e specialisti della postura. Si può tuttavia verificare se la persona non si sia sentita svalutata, denigrata o spintonata.

Può essere generata dal senso di inadeguatezza, dalla paura di deludere gli altri.
In questi casi è utile chiedersi:

  • Mi sono sentito svalutato, denigrato?
  • Ho avuto l’impressione di essere spinto di continuo a fare meglio e di più?

Spalle: rappresentano la nostra capacità di portare o sostenere dei pesi. Quando abbiamo male alle spalle, dobbiamo individuare cos’è che ci sembra troppo pesante da sostenere.

Può darsi che ci si imponga un sovraccarico di lavoro per rispettare le scadenze fissate, o per essere amati e ottenere riconoscimento. Alcuni hanno registrato nella loro memoria emozionale l’idea che, per essere amati, devono assumersi molte responsabilità. È spesso il caso dei primogeniti. Talvolta siamo portati ad assumerci la responsabilità della felicità altrui e a sentirci così impotenti di fronte alla loro sofferenza da volerli portare sulle nostre spalle.

Le domande da porsi, anche in questo caso, sono sulla nostra vera volontà di mantenere le responsabilità assunte e quanto queste ci creino emozioni negative quotidiane o comunque ricorrenti.

Vertebre cervicali o collo: questa parte della colonna vertebrale rappresenta il collegamento fra testa  e tronco. Contiene organi e vasi sanguigni molto importanti. Rappresenta il passaggio delle idee e, allo stesso tempo, la capacità di guardare i diversi aspetti di una situazione (girare la testa), di dar prova d’umiltà o di riflettere sulle proprie motivazioni o azioni (inclinare la testa).
Ci sono diverse domande che ci possono aiutare a mettere in relazione i diversi dolori, con diverse sensazioni di malessere emotivo, dovute a particolari circostanze in cui ci troviamo:

  • Dolori cervicali superiori (C1, C2 C3): possono dipendere da una mancanza di autostima sul piano intellettuale, paura dell’ignoto o di fare una scelta sbagliata. Le domande da porsi sono: “mi considero una nullità e meno intelligente degli altri? Che cosa ho paura di intraprendere o di dover sperimentare che mi è sconosciuto? Mi sono forse sentito svilito per una scelta che ho fatto? Per esempio, mi hanno forse detto: “cosa ti è passato per la testa?” “Se credi di poter vivere del suo sogno!” o parole di questo genere?
  • Dolori alle cervicali inferiori (C4, C5, C6, C7): sono per lo più legati a emozioni connesse a un senso di umiliazione.
  • Dolori alle cervicali quando si piega la testa: “ho vissuto una situazione di vergogna, di umiliazione o di sconfitta? Ho paura di guardare dentro me stesso”?
  • Dolori cervicali quando si gira la testa: “qual è la situazione che non voglio guardare”?
  • Dolori cervicali che si irradiano al braccio dominante (destro per un destrimane, sinistro per un mancino): “dubito forse delle mie capacità professionali? Ho paura di non essere all’altezza della responsabilità che mi è affidata?”

Colpo di frusta: trauma del rachide cervicale che si verifica quando la testa subisce una bruca accelerazione seguita da un’iperestensione, oppure una decelerazione seguita da un’imperflessione. Anche in questo caso la radice del malessere può trovarsi in un senso di inadeguatezza, di incertezza circa la propria capacità di analizzare e sfruttare al meglio il contesto e le risorse personali. La domanda utile da farsi è:

  • Dove ho sbagliato, se non ho raggiunto i risultati sperati?

Artrosi delle vertebre cervicali: anche questoè un disagio che spesso ha origine in anni di disagio psicoemotivo dovuto a pressioni interne ed esterne che hanno tenuto il soggetto in perenne stato di “inadeguatezza” ed insoddisfazione.

Rigidità delle cervicali: indica anche una paura di perdere il controllo (lasciarsi andare alle emozioni). Può anche essere legata a testardaggine, incapacità relazionale o mania di controllo dovuta a paure generalizzate.

Dolore tra le scapole: riguarda il sovraccarico di lavoro che ci si impone per essere amati, riconosciuti o per toglierci il senso di colpa di possedere più degli altri. Può anche esprimere la difficoltà di gioire della vita nel caso che ci si imponga molto lavoro o che ci si dilunghi con quello che c’è da fare invece di rilassarsi e divertirsi.

Dolore a livello dei trapezi: può dipendere dalla difficoltà di comunicare agli altri i propri bisogni o il proprio rifiuto, per timore delle loro reazioni. Per questo motivo preferiamo assumerci dei pesi invece di chiedere palesemente aiuto.

Dolore intorno alla quinta vertebra dorsale: è spesso in relazione a un senso di impotenza nei confronti della sofferenza o della disperazione di una persona cara o a un senso di colpa per aver causato sofferenza in uno dei propri cari. Si può ritenere, per esempio, che la propria madre abbia sofferto a causa della nostra nascita o che i propri figli soffrano a causa della nostra carriera o del divorzio.

Il dolore in questa zona può essere collegato anche a un sentimento di svalutazione in seguito a un mutamento del proprio corpo come può essere, per esempio, una mutilazione o una limitazione del nostro corpo dovuta ad altre patologie o traumi.

Dolore alla settima vertebra dorsale (centro cardiaco): esprime sovente la mancanza di un sostegno affettivo, la solitudine, il dispiacere o la difficoltà a comunicare i propri sentimenti. Non ci si sente riconosciuti, né sostenuti affettivamente e possiamo aver paura di venire abbandonati.

Quando il dolore coinvolge tutta la regione dorsale

Può essere ricondotto ad una svalutazione globale, in cui la persona sofferente si sente di non avere la forza di fronteggiare ciò che si sta vivendo ed ogni aspetto della vita appare perlopiù un fardello da portare.

Diventare consapevoli delle esperienze di vita vissuta che ci hanno causato uno shock emotivo al quale non abbiamo saputo rispondere tempestivamente significa darci la possibilità di elaborarlo e superarlo per ritornare in salute e allo stesso tempo di acquisire maggiore potere personale.

Con questo approccio possiamo puntare su noi stessi e sulle risorse che abbiamo dentro per guarire definitivamente o, in caso di danni importanti, alleviare sensibilmente il dolore recato queste patologie.

Salve, hai domande? Scrivimi pure!

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