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Approccio al dimagrimento: l’importanza dell’aspetto emotivo

approccio al dimagrimento

Abitudini alimentari poco corrette unite ad una vita sedentaria, oggigiorno sono lo stile di vita della maggioranza delle persone che ha come conseguenza un corpo disarmonico e generalmente un’obesità più o meno accentuata che molti vivono con disagio e, prima o poi, decidono di affrontare concentrandosi soprattutto sull’idea di perdere peso.

Dimagrire però non è la strada giusta, lo è invece riuscire a riavere un corpo tonico ed armonico. Quindi la risposta corretta è il rimodellamento del fisico attraverso un percorso specifico.

In fondo a questo articolo troverai il link all’articolo-guida su questo training, ma prima ti consiglio di soffermarti su ciò che potrebbe ostacolare oppure sostenere la tua decisione di tornare in forma: le tue emozioni.
Riconoscerle e poi imparare a gestirle, farà la differenza nel raggiungimento del tuo obiettivo.

Pensare a “dimagrire è già un ostacolo.

Naturalmente è vero che, se sei obeso/a, per tornare in forma devi perdere peso, anzi, più esattamente devi perdere parte della tua massa grassa, ma sta di fatto che al solo pronunciare la parola dimagrire, le persone generalmente hanno reazioni poco piacevoli, perché il termine viene subito associato a sensazioni negative quali: difficoltà, fatica, sacrificio, privazioni, sofferenza.
A questo si unisce anche un senso di sfiducia, specie se in passato hai provato più volte a perdere peso senza mai riuscirci o senza ottenere risultati duraturi nel tempo.

Riflettiamo: diventa davvero difficile acquisire la forza e la costanza necessari al tuo miglioramento, se solo l’idea di dimagrire provoca emozioni che minano la tua autostima, cioè quella che dovrebbe sorreggerti.

Che tu ne sia consapevole o no, le sensazioni negative minano le tue energie mentali, la tua determinazione, fino a portarti verso la rinuncia e la ricerca di scuse che la sostengano.

Comuni scuse per non dimagrire e motivazioni per farlo.

donna formosa oppure obesa?Quando si decide di mollare un percorso di dimagrimento (o nemmeno di iniziarlo, dopo averne parlato tanto) si cercano invariabilmente delle giustificazioni, ad esempio: molte donne si dicono di non essere obese, ma “formose”, mentre gli uomini si rifugiano in vecchi adagi come “uomo di panza, uomo di sostanza”. Non sono pochi inoltre i messaggi e gli eventi dedicati al motto “grasso è bello” che, a ragione o a torto, sostengono ed incoraggiano l’obesità.

Tutto va bene quando si è realmente soddisfatti delle nostre curve abbondanti e la salute non ne risente, dato che il sovrappeso può effettivamente creare disagi fisici solo dopo una certa età, a meno di non soffrire già di patologie che vengono aggravate dai chili in più anche nella giovinezza.

Ma per la maggioranza degli obesi guardarsi allo specchio è una vera sofferenza ed inevitabilmente arriva il giorno in cui decidono di voler tornare in forma. Il desiderio di cambiare si rafforza principalmente in questi 3 casi:

  1. Relazioni sociali: ti senti sempre più osservato/a ed a disagio in mezzo agli altri, sul lavoro, con gli amici e/o in famiglia, dove non ti vengono risparmiate critiche o battute.
  2. Relazioni sentimentali, innamoramento: ti piace molto una persona e per conquistarla decidi di mostrarti al meglio.
  3. Salute: un malessere improvviso determinato dall’eccesso di peso (possono essere problemi cardiaci, circolatori, carenze respiratorie..) mette a rischio la tua salute.

Essere molto motivati basta per riuscire a dimagrire?

Ovviamente la motivazione è la base di partenza per impegnarsi in qualunque progetto, compreso il dimagrimento, ma non è la sola necessaria, poiché arrivare al tuo obiettivo richiede un percorso e devi sapere come superare i vari ostacoli che via via ti si presenteranno.

impara a gestire le emozioni per riuscire a dimagrireNon sei ancora convinto/a? Ti faccio alcuni esempi di stati d’animo particolarmente negativi che, nonostante tu abbia preso la decisione di perdere peso. Riconoscerli ti aiuterà a non sentirti isolato/a ed rafforzare la tua determinazione di raggiungere la tua forma fisica desiderata:

  • Paura degli impegni, ansia da prestazione: “Ci sono troppe cose da fare, ne sarò capace? Questa paura ci assale quando commettiamo l’errore di accumulare in un lasso di tempo ristrettissimo tutte le azioni che sappiamo di dover svolgere, anziché distribuirle nello spazio-tempo effettivamente necessario. Automaticamente l’impegno preso ci appare come una mission impossible per le nostre risorse.
  • Paura del giudizio. “Che cosa penseranno gli altri di me se dico che sto a dieta? Magari mi prendono in giro o mi vedono come una persona che non si accetta per quello che è”. Il timore di mostrare le proprie debolezze ci porta a fingere di non averne ed a non agire di conseguenza.
  • Vivere l’abbandono: quando finisce una relazione sentimentale, se nella nostra memoria la separazione l’abbiamo registrata come abbandono, ciò che desideriamo inconsciamente è diventare più visibili. Il miglior modo per riuscirci qual è? Aumentare il volume del corpo, ingrassare. Dunque, nonostante la voglia di dimagrire, la parte emotiva ci porta nella direzione contraria.
  • Rifiuto dei cambiamenti: Cambiare stile alimentare, impegnarsi in nuove attività fisiche, oltre che mentali, può essere anche questo un fattore ostativo per molti di coloro che solitamente non amano uscire dalle proprie abitudini, dalle quali si sentono rassicurati. Vale anche in molti altri ambiti ed è ostativo verso qualsiasi miglioramento.
  • Psicocibernetica: in parole povere è lo stato mentale di chi, consapevolmente o no, adotta un’immagine di sé legata al passato. È impossibile ottenere un “nuovo corpo” se non si riesce ad essere consapevoli del presente ed a proiettarsi in un futuro migliore grazie al nuovo impegno.
  • Difficoltà di affidarsi agli altri: “Io sono come sono e decido per me stesso. Quello che dicono gli altri è ininfluente”. La chiusura in sé stessi davanti ai problemi da risolvere che richiedono anche interventi altrui, può derivare dalla poca autostima, celata sotto la coltre dell’apparente riservatezza, come pure dal senso di superiorità e dall’abitudine di imporsi in ogni ambito.
  • Ansia, nervoso, stress:  Se ci si lascia andare a stati di nervosismo ed ansia continui, si ha un accumulo di energia verso la parte superiore del corpo, che segnala anche una sofferenza epatica. Questo stato di perenne agitazione, infatti, blocca la scomposizione dei trigliceridi all’interno dei linfociti con conseguente perdita dell’energia generale necessaria ed arresto del dimagrimento.
  • Sensi di colpa da “sgarro”: un atteggiamento che si assume quando ci si mette a dieta è il voler fare tutto alla perfezione in modo da ottenere nel più breve tempo possibile i risultati sperati. Si arriva a diventare così rigidi con se stessi che nel momento in cui ci concediamo qualche alimento fuori programma, arriviamo a credere che abbiamo ormai rovinato tutto e che a quel punto tanto vale lasciarsi andare completamente e mangiare liberamente.
  • Rassegnazione: dopo un numero di tentativi che non hanno portato al risultato desiderato scatta un meccanismo nella mente che ci fa credere che è impossibile raggiungerlo a vita. Questo meccanismo si chiama “incapacità appresa” ovvero impariamo che non è possibile ottenere un certo risultato. Questo meccanismo è ciò che porta al senso di rassegnazione. Diventare consapevoli che è solo un meccanismo mentale ci permette di riprendere in mano la situazione per agire in modo nuovo ed ottenere finalmente ciò che vogliamo.
  • Pessimismo e angoscia: vedo tutto nero. Alcune volte, soprattutto quando ci aspettiamo dei risultati che non sono arrivati dopo aver investito un certo grado di impegno, ci esprimiamo con frasi del tipo: “ho provato di tutto”, “ho fatto l’impossibile”, “è da una vita che ci provo”, “non ce la farò mai”.  La verità è che in queste frasi c’è una buona dose di esagerazione perché se le analizzassimo da più vicino ci accorgeremmo che la verità è un’altra ovvero: ci siamo arresi dopo un limitato numero di tentativi e soprattutto ci siamo fermati prima di ottenere i risultati voluti. La conseguenza di tutto questo è provare un senso di pessimismo seguito dall’angoscia che ci porta a frenarci e a vedere tutto nero. Anche in questo caso riconoscere questo nostro atteggiamento e soprattutto ritornare ad essere onesti con se stessi porta a liberarcene per ripartire da capo e finalmente farcela.
  • Testardaggine: ricado sempre negli stessi errori. Quand’è che secondo te si blocca l’evoluzione? Molti a questa domanda rispondono quando fai degli errori oppure quando agisci senza essere sicuro di ciò che stai facendo. Entrambe le risposte sono sbagliate. L’evoluzione si blocca quando non impari più dalle esperienze. Questo meccanismo lo vive maggiormente la persona che assume un atteggiamento di testardaggine e che insiste, nonostante i fallimenti, ad agire nello stesso identico modo che lo ha portato a fallire. Evolvere significa estrarre da un apparente fallimento l’insegnamento che quella esperienza ti sta regalando. Solo così possiamo affinare la nostra strategia e giungere più velocemente al traguardo.
  • Mancanza di onestà con se stessi: quante volte ti è capitato di mangiare velocemente? Hai mai compreso fino in fondo perché lo fai? Spesso la velocità a tavola rappresenta una strategia per non vedere la quantità di cibo che stiamo ingerendo. Come se volessimo sbrigarci al fine di non essere scoperti neppure da noi stessi, infatti è esattamente ciò che succede: la parte di noi che mangia rapidamente vuole occultare il cibo ingerito all’altra parte che invece si impegna a perdere peso. È bizzarra come strategia ma funziona ed è un auto-inganno che ovviamente fa fallire ogni tipo di percorso.
  • Mangiare per noia: molte persone al giorno d’oggi riempiono i vuoi della propria vita con il cibo. È come se ci sentissimo a disagio con noi stessi nello stare fermi e dunque pur di fare qualcosa che faccia passare il tempo ci mettiamo a mangiare e in parte a muoverci. Purtroppo, oltre ad aumentare il tuo peso, quest’abitudine reca in sé anche l’inevitabile senso di colpa che abbassa l’autostima e blocca le energie mentali utili a dare supporto all’impegno assunto.
  • Paura delle malattie e della morte: potrà sembrare eccessiva, ma anche questa è una delle paure che sono state registrate in soggetti che rinunciano a perdere peso dicendosi “se poi dimagrisco troppo potrei ammalarmi o addirittura morire”. Rientra fra le “paure del cambiamento” più estreme.
  • Depressione: Uno stato depressivo profondo è ovviamente un grande ostacolo in qualsiasi percorso di miglioramento. Può derivare da tanti fattori interni e/o ambientali, ma di fatto non si guarisce solamente dicendosi di voler dimagrire, poiché la depressione reca in sé tutti o alcuni dei diversi stati mentali sopra descritti, che inevitabilmente conducono alla rinuncia o ad affrontare il nuovo impegno senza le risorse psicofisiche necessarie per raggiungere il successo sperato.

Riconoscere e risolvere gli stati emotivi che ostacolano

Uno o più dei punti sopra affrontati ti suona familiare? La buona notizia è che sei assolutamente in linea con la maggioranza delle persone, per questo il percorso di Coaching è basilare per iniziarne uno di Personal Training. L’approccio alla gestione delle emozioni, infatti, serve per superare i tuoi limiti emotivi, costruendo insieme al tuo Coach un percorso sicuro e agevole che conduca al tuo traguardo.

Se hai ancora dubbi da chiarire su questo aspetto, puoi contattarmi o lasciare un commento. Se invece ti senti pronto/a a proseguire, puoi passare alla fase successiva: il Training per rimodellare il tuo corpo.

Salve, hai domande? Scrivimi pure!

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